Comunicati stampa

Ama qualunque meccanismo su ruote

 

 

Doug Frasher desiderava un SUV (Sport Utility Vehicle) ma non ce n’era nessuno che gli piacesse veramente.
Così ha pensato di disegnarselo da sé.
Il risultato: la Volvo XC90.

 

“Nella mia mente immaginavo una sintesi di Arnold Schwarzenegger e James Bond – un veicolo muscoloso ma raffinato,” spiega.
Non c’è dubbio che Volvo abbia trovato il designer più adatto per realizzare la sua prima automobile SUV. Doug Frasher ha eseguito test nella galleria per la NASA e in fatto di competenze aerodinamiche non ha rivali.
Oltretutto, Dough aveva già prestato la sua matita e la sua creatività per un altro modello Volvo: la Volvo S80.
“Creare il primo modello in assoluto, in un segmento del tutto nuovo per una casa automobilistica, è un’impresa veramente eccitante” afferma Doug Frasher.
Quando si mise al lavoro per creare la sua proposta di design, le uniche direttive che doveva rispettare erano che il modello dovesse ispirarsi alle linee della S80 e che dovesse avere sette posti. Tutto il resto era lasciato alla sua creatività.
Doug Frasher sapeva dove voleva arrivare.
“Avevo l’impressione che molti dei SUV sul mercato avessero un aspetto troppo femminile. Non li trovavo affatto attraenti. Volevo disegnare un veicolo che avrei potuto mostrare con orgoglio ai miei amici motociclisti” spiega il designer, che passa il suo tempo libero praticando il paracadutismo e il volo libero.
Volvo accolse il suo concetto.
All’inizio del 1999, la proposto stilistica di Doug Frasher, con le sue fiancate bombate, superò altri nove progetti e gli fruttò l’assegnazione del progetto.
Per Doug, che a quel tempo lavorava al VMCC (Volvo Monitoring Concept Center) – il centro design di Volvo Car Corporation a Camarillo in California – l’assegnazione del progetto significò trasferirsi a Göteborg.
All’inizio fu esitante.
“Io e mia moglie eravamo titubanti pensando ai nostri gemellini di appena due anni d’età. Ma dopo averci riflettuto sopra, ci rendemmo conto che era la cosa giusta da fare. Arrivammo a Göteborg d’estate, quando il tempo era semplicemente fantastico”.
Il ritmo di lavoro era febbrile. L’auto doveva essere lanciata sul mercato in tempi brevi.
“Di solito mi piace lavorare a ritmi elevati. Ho visto progetti nei quali la generosità del tempo a disposizione ha avuto effetti negativi sulla concentrazione e sulla motivazione.
“Ma lavorare alla XC90, al centro design di Göteborg, è stato veramente stressante. Eravamo in piena estate, tutti erano in vacanza e io dovevo lavorare da solo davanti al mio computer. Stavo completando il disegno del frontale”.
In base alle istruzioni del management, il frontale doveva essere corto, senza però compromettere i leggendari livelli di sicurezza Volvo.
“Ora, quando vedo l’auto su strada, sono veramente orgoglioso del mio lavoro. Per me è una grande soddisfazione vedere circolare per le strade le Volvo XC90 e le S80 fianco a fianco – soprattutto se sono pulite, ben accessoriate e del colore giusto”.

Fin da bambino, Doug Frasher amava qualunque cosa si muovesse su ruote. Aveva ereditato anche la passione per i motori.
“Sono stato fortunato ad avere avuto un padre appassionato di motociclette, che non trovava nulla da ridire se il figlio di appena dieci anni guidava una Suzuki 120 cc. All’età di dodici anni mi regalò una Huskvarna 1968. Ancora ce l’ho”.
Doug, però, non ha mai corso in moto a livello di competizione.
“Non mi è mai piaciuto gareggiare” spiega.
E la competizione che deve affrontare con gli altri designer, allora?
“Quella, infatti, secondo me è la parte più dura del lavoro. Però devo anche ammettere che, quando mi decido a competere, allora ce la metto tutta per vincere!”.
Comunque, il design automobilistico non è stato certo la prima vocazione professionale di Doug Frasher. Si è laureato in design industriale e il suo primo lavoro è stato alla NASA. Ma uno dei suoi professori di design, Geza Loczi, che era anche capo del centro design Volvo di Camarillo, lo persuase a lavorare per la casa automobilistica svedese
Oggi Doug Frasher divide il suo entusiasmo fra i motori Volvo e la sua chiara visione di quali dovrebbero esser gli obiettivi futuri dell’azienda. L’approccio olistico viene spesso evidenziato nei suoi discorsi.
“Dobbiamo tenere sotto controllo quella che è la relazione tra l’esperienza di guida e il resto dell’automobile. Detto in parole povere, l’auto deve dire al guidatore: - Sali a bordo! Guidami! Avrai tutto sotto controllo, non preoccuparti! - ”
Per quanto riguarda l’evoluzione futura del design, invece, ha meno certezze da offrire.
“Dal punto di vista del design, ci siamo chiesti se fosse il momento di fare un altro passo avanti radicale. Personalmente non lo credo e, anzi, ritengo che la prossima generazione di auto Volvo presenterà forti legami stilistici con quella attuale”.
Ma qual è la chiave del successo nel design automobilistico?
Doug Frasher sorride:
“Fare in modo che la gente compri il prodotto che abbiamo disegnato”.
Con una risposta così chiara e concisa, non ci sono dubbi sul fatto che Doug Frasher sappia bene di cosa sta parlando.

 

Nome: Doug Frasher.
Nato a: San Diego, California, 1959.
Famiglia: moglie due gemelli, età 6 anni.
Professione: designer automobilistico.
Guida: una Volvo 850 Turbo Wagon del 1994, una Volvo XC90 e una motocicletta Ducati 900 cc del 1996.
Laurea: in design industriale.
Meriti professionali: design della Volvo S80 e della Volvo XC90. Ha anche preso parte alla progettazione di due concept car, la ECC (Environment Concept Car) e la Volvo Safety Concept Car.

Keywords:
S80 (2007), XC90 (2002-2014), Design
I fatti e le descrizioni contenuti in questo materiale per la stampa si riferiscono alla gamma internazionale di autovetture prodotte da Volvo Cars. Le caratteristiche descritte possono essere optional. I prodotti Volvo in vendita sul mercato italiano possono variare in termini di specifiche e allestimenti rispetto a quanto illustrato sul sito.

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