Comunicati stampa

La Volvo Experimental Safety Car del 1972: una concept car che precorreva i tempi nel settore della sicurezza automobilistica

 

 

  • Una gamma di soluzioni tecniche innovative
  • Lo studio precursore della Volvo 240
  • Stabilì nuovi standard anche per il rispetto ambientale

La VESC (Volvo Experimental Safety Car) fu presentata al Salone di Ginevra del 1972 – anticipando una vasta gamma di soluzioni tecniche che sarebbero poi diventate le basi sulle quali Volvo ha costruito la sua leadership nel campo della sicurezza e del rispetto per l’ambiente.
  Anche dal punto di vista estetico, la VESC preannunciò il linguaggio stilistico che avrebbe caratterizzato la Volvo 240, lanciata nel 1974 e divenuta poi il modello più di venduto nella storia Volvo, con 2,9 milioni di esemplari prodotti nell’arco di 19 anni.

  • Una serie di concetti nuoviLa VESC proponeva molte di quelle che in seguito sarebbero state considerate soluzioni innovative.Ecco alcune delle novità che caratterizzavano il progetto VESC:
  • Cinture di sicurezza semipassive, nel senso che le cinture dei posti anteriori venivano avvolte automaticamente al corpo dei passeggeri al momento dell’avviamento.
  • Airbag per i posti anteriori e per quelli posteriori.
  • Airbag per trattenere la testa dei passeggeri posteriori, inseriti nella cappelliera.
  • Poggiatesta anteriori a scomparsa, che si sollevavano automaticamente in caso d’urto.
  • “Volante collassabile”. In caso di urto frontale, il volante veniva allontanato dal corpo del guidatore di 150 mm.
  • Lava/tergifari.
  • Lava/tergilunotto posteriore.
  • Scocca ad elevata rigidità torsionale. Le sezioni anteriore e posteriore erano progettate per un assorbimento ottimale dell’energia d’urto. L’abitacolo era invece rigido e protetto da una robusta rete di barre inserite nel tetto, compresa una cellula antiribaltamento. I lati della carrozzeria erano rinforzati da barre tubolari per una protezione supplementare nelle collisioni laterali.
  • Gli attacchi posteriori del motore erano disegnati in modo tale da obbligarlo a scivolare sotto l’auto, in caso di urto frontale.
  • I massicci paraurti davano a questo modello un profilo inconfondibile. Proteggevano la carrozzeria da impatti fino a 16 km/h.
  • Freni antibloccaggio.
  • Sospensioni autolivellanti.
  • Arresto automatico dell’alimentazione di carburante.
  • Avvisatore acustico di retromarcia.

 

Innovativa anche nel rispetto per l’ambiente
La VESC sperimentava anche altre soluzioni tecniche per quanto riguarda le sospensioni anteriori.
  Ma soprattutto, presentava un quattro cilindri a iniezione, il B20, che era stato progettato per soddisfare le nuove norme antinquinamento emanate nel 1974 negli USA. Grazie a quello che oggi è chiamato EGR (Exhaust Gas Recirculation – Ricircolo dei gas di scarico) e al convertitore catalitico, la VESC può essere considerata la capostipite di tutti i successivi modelli Volvo a marmitta catalitica e sonda Lambda, una sensazionale innovazione introdotta da Volvo nel 1976.

 

Ha precorso i tempi
Il progetto VESC dimostrava chiaramente l’impegno fermo e determinato di Volvo nel settore della sicurezza attiva e passiva dell’automobile. La maggior parte delle soluzioni tecniche presentate nella VESC ottemperava agli standard di sicurezza Volvo, molto più severi di quelli normativi allora previsti nei vari Paesi.
  Molte delle soluzioni inserite in questa concept car furono poi introdotte nella Volvo 240 – e gradualmente anche nei modelli Volvo successivi.

 


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Keywords:
Sicurezza, Ambiente, Storia, 1972, Volvo VESC
I fatti e le descrizioni contenuti in questo materiale per la stampa si riferiscono alla gamma internazionale di autovetture prodotte da Volvo Cars. Le caratteristiche descritte possono essere optional. I prodotti Volvo in vendita sul mercato italiano possono variare in termini di specifiche e allestimenti rispetto a quanto illustrato sul sito.