Comunicati stampa

Gioiello Hot Rod reinterpreta magistralmente la prima Volvo

 

La Hot Rod Jakob è una combinazione unica in cui la tradizionale maestria dei costruttori di auto si sposa a tecnologia avanzata e moderno design. Presentata per la prima volta nel febbraio 2008 al Volvo Museum di Göteborg, l'auto partirà successivamente per un tour delle regioni nordiche e degli USA.

 

1925-1926: i prototipi di quella che alla fine diverrà la prima Volvo prendono lentamente forma in una semplice officina sull'isola di Hisingen a Göteborg sulla costa occidentale svedese. Gli entusiasti fondatori di Volvo, Assar Gabrielsson e Gustav Larson e i loro artigiani specializzati procedono con immensa abilità e precisione. Progettano essi stessi tutti i pezzi. Eseguono le prove di guida ed effettuano modifiche in preparazione al prototipo successivo. In questo modo gettano le basi della reputazione di eccellente qualità che contraddistingue da sempre il marchio Volvo.

 

Il 14 aprile 1927 la prima autovettura Volvo prodotta in serie esce dalla fabbrica costruita accanto all'officina. Il modello si chiama ÖV4 (abbreviazione svedese di Open Car, 4 cilindri), ma viene presto soprannominato Jakob.

 

2005-2006: nell'officina di Leif Tufvesson nel sud rurale della Svezia, si inizia entusiasticamente a lavorare. Dopo una fase di attenta documentazione sull'originale, l'azienda di Tufvesson, Caresto, comincia a costruire l'auto che diverrà la Hot Rod Jakob, ovvero l'interpretazione personale di Tufvesson della prima Volvo, frutto della sua profonda esperienza che lo ha già portato ad aggiudicarsi premi come "Hot Rod dell'anno" e "Auto più innovativa" proprio nel regno delle Hot Rod, gli USA.

 

Il 18 dicembre 2007, in un perfetto gran finale a conclusione dei festeggiamenti per gli 80 anni di Volvo, l'auto è stata presentata per la prima volta agli alti dirigenti di Volvo Personbilar Sverige che ne sono rimasti estremamente impressionati.

 

"Volvo è sempre stato un marchio speciale per me. È con le Volvo che da giovane ho appreso ciò che so fare e ho lavorato anche nel reparto prototipi di Volvo. Così, invece di ispirarmi a una vecchia Ford, come solitamente avviene per le Hot Rod, ho voluto costruire qualcosa che per me avesse un significato più profondo. Ecco perché ho scelto di coniugare le caratteristiche più classiche delle Volvo, ovvero il modello Jakob, allo stile moderno Hot Rod", spiega Leif Tufvesson.

 

Se messi a confronto, le similarità tra modello vecchio e modello nuovo sono rilevanti. La curvatura del cofano ha precisamente lo stesso raggio. Il caratteristico supporto portante del parabrezza che prosegue verso il basso delle fiancate è analogo a quello dell'originale per quanto concerne dimensioni, materiali e numero di viti utilizzato. Identica è anche la griglia del radiatore con il suo tipico reticolato e la barra diagonale che incorpora il classico simbolo del ferro. La carrozzeria è stata realizzata a mano utilizzando pannelli grezzi di alluminio forgiati mediante martello e ruota inglese (calandra). Esattamente com'è stato fatto per il prototipo costruito negli anni Venti.

 

Tra originale e reinterpretazione sono evidenti, tuttavia, anche molte differenze. La Hot Rod Jakob è molto più piccola dell'originale, ha sedili per due invece di offrire spazio per quattro, oltre ad avere caratteristiche tipiche delle Hot Rod: ruote grandi, nessun parafango e un assale posteriore possente. Se poi ci avviciniamo ancora un po', possiamo notare differenze in termini di materiali e dettagli. Il telaio è costruito in fibra di carbonio leggera, proprio come gran parte delle sofisticate auto da corsa odierne, e non con tubi in acciaio come in passato. I freni a disco sono notevolmente sottili, ma il loro immenso diametro (450 mm davanti, 515 mm dietro) garantisce che la superficie frenante sia più che sufficiente. I raggi delle ruote sono realizzati in alluminio invece che in legno, ma sono esattamente lo stesso numero. I massicci pneumatici, con il loro battistrada con speciale scolpitura che ha la forma del simbolo della Volvo, conferiscono alla vettura un'aria moderna e decisa, mentre riguardo all'affascinante bagagliaio posizionato anteriormente, trattasi in realtà di un elegante contenitore in cuoio, che evoca invece immagini di vestiti bianchi, cappelli di paglia e ampie gonne.

 

Ogni dettaglio rispecchia lo stile tipico di Leif Tufvesson: essenziale, esteticamente elegante, raffinatamente minimalista, grazie soprattutto al fatto che gran parte dei componenti sono nascosti all'interno. Le molle e gli ammortizzatori, ad esempio, oltre ai componenti elettrici e al dispositivo di scappamento. Il risultato che ne deriva è quello di una macchina che sembra fluttuare nell'aria.

 

Dando poi un'occhiata all'interno, si notano schienali fortemente arrotondati che hanno preso il posto del semplice sedile piatto, contribuendo a un look più solido e sportivo. I sedili sono rivestiti in pelle di colore scuro. I profili verticali dello schienale somigliano a quelli dell'originale mentre la sezione superiore piatta e perforata dietro al sedile s'ispira a uno stile più moderno. Uno sguardo al cruscotto rivela l'assenza di indicatori convenzionali. Tutte le funzioni, infatti, sono riunite in uno strumento solo, sviluppato ad hoc internamente, posto a destra del volante e sensibile al tatto. Infatti, se premuto una volta, l'accensione si attiva e il pulsante si colora di rosso. Premendo la frizione, il pulsante diviene viola e se si preme ancora, il motore si accende e il colore del pulsante diventa blu. Volvo Blue, naturalmente.

 

"Mi piace moltissimo combinare le soluzioni di un tempo alle mie idee. Creare il giusto equilibrio tra high-tech e tradizione, senza soluzione di continuità. Rispolverare vecchi pezzi per riportare una macchina alle condizioni originali è una cosa che non mi interessa granché", spiega Leif Tufvesson.

 

Ciò non toglie, comunque, che la Hot Rod Jakob proponga vari classici Volvo. Il volante è quello della P1800 del 1962, lo stesso dicasi per la cuffia del cambio e il piantone dello sterzo. Il pedale del freno e il cilindro principale del freno risalgono alla serie 140. I pezzi sono stati forniti da Volvo Genuine Classic Parts (Volvo dispone di una gamma di pezzi di ricambio originali considerata tra le più assortite del mondo). Il cambio M90 è la versione dell'ultima trazione posteriore della Volvo, quella dei modelli Volvo 960. Il motore, invece, è nuovo di zecca: si tratta di un potente Volvo T5 modificato, che va a bioetanolo, per sottolineare il particolare approccio che permea l'intero progetto. 

 

La creazione della Hot Rod Jakob è stata una sfida per Leif non solo dal punto di vista delle sue capacità di costruttore ma anche della sua percezione del marchio Volvo. Come s'inserisce questa macchina nella filosofia di Volvo, imperniata sulla sicurezza?

 

"In modo assolutamente perfetto. Da qualche tempo, infatti, la Volvo si sta muovendo verso un linguaggio di progettazione più audace. La Hot Rod Jakob, naturalmente, è un'auto particolare, che io considero più un'opera d'arte che una vettura Hot Rod. È stata creata seguendo la stessa tradizione progettistica scandinava sulla quale si basano i modelli Volvo moderni. Un'eleganza essenziale che però si distingue", sostiene Steve Mattin, direttore della progettazione di Volvo Cars. 

 

"Ecco ciò che rende tutto così entusiasmante: i paradossi del progetto. La sfida lanciata alla concezione classica della Volvo. Il dover dimostrare che è perfettamente possibile bilanciare il design e le tecnologie moderne con la tradizione di Volvo e delle Hot Rod", risponde Leif Tufvesson alla stessa domanda.

 

Dopo la presentazione al Volvo Museum di Göteborg il 26 febbraio 2008, la Hot Rod Jakob verrà esibita presso i quattro vincitori nordici di Volvo Best Partner 2007. In novembre la Hot Rod Jakob sarà esposta al SEMA show di Las Vegas negli Stati Uniti.

           

Hot Rod Jakob - specifiche tecniche

 

Telaio: in fibra di carbonio. Sottotelaio in acciaio con funzione portante del motore.

 

Sospensioni anteriori: motoassale frontale con sterzo incorporato. Bracci di controllo nascosti, molle forcelle con ammortizzatori a gas coilover.

           

Molle posteriori: forcella. Bracci di controllo nascosti all'interno, molle forcelle con ammortizzatori a gas coilover.

 

Carrozzeria: in alluminio sagomato a mano.

 

Colore: simile al Volvo Jakob Blue. Il nome esatto e il codice colore dell'originale sono andati perduti. 

 

Interni: pelle perforata e liscia cucita a mano, di colore marrone chiaro. Imbottitura in schiuma. Profili verticali classici nello schienale. 

 

Motore: Volvo T5, a benzina, 5 cilindri, con turbocompressore a bassa pressione, installato longitudinalmente. Conversione Flexifuel così da poter funzionare sia a benzina sia a bioetanolo. Potenza: 265 cavalli. Coppia: 370 Nm. Potenza massima: 185 kW.

 

Cambio: M90 a 5 marce, manuale (Volvo 960).

 

Freni: freni a disco prodotti ad hoc, installati ai cerchioni delle ruote. Diametro: 450 mm davanti, 515 mm dietro. Doppie pinze a 4 pistoncini per disco.

 

Ruote anteriori: cerchioni AEZ Forge da 10x22".

 

Ruote posteriori: cerchioni AEZ Forge da 8x19".

 

Pneumatici anteriori: Pirelli Scorpion special 225/55/19.

 

Pneumatici posteriori: Pirelli Scorpion special 295/40/22.

 

Tubo di scappamento: installato in modo da non potersi vedere, tubo di scappamento a flusso totale da 3", inossidabile, con marmitta catalitica da corsa.

 

 

Creato da: Leif Tufvesson http://www.caresto.se/

Keywords:
Tecnologia, Altro, Design, Storia
I fatti e le descrizioni contenuti in questo materiale per la stampa si riferiscono alla gamma internazionale di autovetture prodotte da Volvo Cars. Le caratteristiche descritte possono essere optional. I prodotti Volvo in vendita sul mercato italiano possono variare in termini di specifiche e allestimenti rispetto a quanto illustrato sul sito.

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