Comunicati stampa

1970-1979

1970 - 1979

 

 

 

110% Volvo

 

I PRIMI ANNI 70 FURONO MOLTO POSITIVI PER VOLVO, CHE REGISTRÒ I MIGLIORI RISULTATI DI VENDITA DI TUTTI I TEMPI. NONOSTANTE IL MERCATO VERSASSE IN CONDIZIONI PARTICOLARMENTE DIFFICILI, VOLVO RIUSCÌ A FAR FRONTE ALLA PRIMA E ALLA SECONDA ONDATA DELLA CRISI PETROLIFERA.

 

1970
Dopo 14 anni, con 667.323 vetture prodotte, la Volvo Amazon uscì di produzione in concomitanza con le vacanze estive. Rappresentava un ottimo esempio della filosofia Volvo basata sulla realizzazione di modelli affidabili, capaci di accogliere ulteriori sviluppi e adatti per una produzione pluriennale che consente di ammortizzare i costosi investimenti fatti in materia di sicurezza e qualità.
Nel 1970 le modifiche apportate alla Volvo 140 furono minime: una calandra dal nuovo design attraversata diagonalmente da una profilatura. Nel corso dell'anno la produzione Volvo superò i 2 milioni di vetture.

 

1971
L'azienda prese nuovo slancio. Le vendite continuarono a crescere per il ventesimo anno consecutivo e la produzione toccò le 214.000 unità. Volvo divenne la più importante casa automobilistica della Scandinavia e in Gran Bretagna le vendite aumentarono di quasi il 50%.
Venne presentata la vettura di serie più potente mai realizzata fino a quel momento da Volvo, la 164E, con motore ad iniezione elettronica da 175 cv. Nel 1971 fu la volta di una nuova versione della 1800. Il profilo netto della coda ne sottolineava la vocazione sportiva e consentiva di avere un ampio bagagliaio. Il modello era conosciuto come 180ES.
Pehr G Gyllenhammar sostituì Gunnar Engellau in qualità di Presidente del gruppo e i dipendenti ebbero una loro rappresentanza in seno al Consiglio di amministrazione.

 

AGLI INIZI DEGLI ANNI '70 VOLVO ACCANTONÒ FRA IL 4% E IL 5% DEL FATTURATO PER DESTINARLO ALLO SVILUPPO DEI PRODOTTI. NEL CORSO DEGLI ANNI '70 LA CIFRA VENNE RADDOPPIATA E IL NUMERO DI ESPERTI SUPERÒ LE 2.000 UNITÀ. QUESTA SCOMMESSA CORAGGIOSA SFOCIÒ NELLE SERIE 200 E 700, QUEST'ULTIMA PRESENTATA NEL 1982.
IL VOLVO TECHNICAL CENTRE (VTC) DIEDE AI TECNICI NUOVE OPPORTUNITÀ DI CONDURRE ESPERIMENTI E TEST. ALL'EPOCA, IL VTC RAPPRESENTÒ IL MAGGIOR INVESTIMENTO FINANZIARIO DESTINATO DA VOLVO A UN UNICO PROGETTO TECNICO. IL VTC OSPITA UNA SERIE DI LABORATORI PER LO SVILUPPO DI MOTORI, RICERCHE SU RUMORE E NELL'AMBITO DELLE VARIAZIONI CLIMATICHE, TEST SUI MATERIALI, SULLA SICUREZZA DELLE VETTURE E ALTRO ANCORA. IL VTC VENNE INAUGURATO NEL 1972. |

 

1972
I concessionari Volvo desideravano fortemente che alla gamma venisse aggiunta una vettura più piccola. Questa richiesta fu uno dei principali motivi che portarono Volvo ad acquistare il 33% delle azioni DAF in Olanda. Ma vi era anche l'intenzione di stabilire una solida base all'interno della Comunità Europea.
Nel 1972 Volvo presentò un veicolo per la sicurezza, VESC (Volvo Experimental Safety Car). Si trattava di una vettura sperimentale ma con uno sguardo rivolto al futuro.
La VESC era un laboratorio mobile in cui era possibile testare i diversi componenti destinati a migliorare la sicurezza: freni antibloccanti, airbag, paraurti telescopici. Molte delle esperienze maturate con il progetto VESC entreranno in seguito nelle Serie 240/260. Nel 1972 venne aperto il Volvo Technical Centre (VTC).

 

1973
Quando all'orizzonte si profilò la prima crisi petrolifera, la produzione era a pieno regime. Di fatto, era la più alta mai toccata nella storia dell'azienda. Gli Stati Uniti diventarono il mercato più importante per Volvo, seguito da quello svedese. Il pericolo di un'imminente recessione economica internazionale era un pensiero remoto.
Per potersi adeguare alle norme statunitensi, i modelli di quell'anno furono dotati di paraurti più ampi e montati più in alto. Le modifiche più significative riguardavano però l'interno e comprendevano una nuova plancia con gli strumenti più importanti raggruppati di fronte al conducente, un volante più piccolo e dotato di un cuscino di sicurezza rettangolare.

 

1974
Venne presentata una nuova generazione di vetture, la Volvo 240 in sei diversi modelli e la Volvo 260 in due modelli.
La parte anteriore di queste vetture, di nuova concezione, era basata sull'esperienza VESC. La plancia era stata modificata. La Serie 240 montava un nuovo motore B21 con albero a camme in testa. Anche la Serie 260 aveva un nuovo 6 cilindri a V. Il nuovo motore a 6 cilindri, il B27, era il primo risultato della joint venture che Volvo, Renault e Peugeot avevano stretto nel 1971 per lo sviluppo di motori per automobili.
L'introduzione delle Serie 240/260 valse a Volvo il ruolo di leader di mercato in materia di sicurezza.
L'8 febbraio venne completata la fabbrica Volvo di Kalmar. Aveva un aspetto insolito e dall'alto somigliava ad una stella. Lo stabilimento di Kalmar suscitò molto interesse per due particolarità: i carrelli traslatori automatici utilizzati nel processo produttivo per lo spostamento delle scocche e la suddivisione del lavoro in piccole squadre di operai.

 

1975
Nel 1975 furono presentate due nuove vetture: la Volvo 265 e la Volvo 66. La 265 era un'elegante Station Wagon con motore a 6 cilindri e comfort eccellente.
Con il modello 66 Volvo riuscì ad entrare nel segmento delle piccole vetture. La 66 derivava dalla DAF 66, un'accattivante vettura da città con trasmissione automatica continua nota come Variomatic. Veniva prodotta in Olanda da DAF, che nello stesso anno cambiò nome in Volvo Car B.V.
Volvo ricevette dall'Associazione automobilistica svedese una medaglia d'oro per i dispositivi di sicurezza, fra cui fari diurni e cilindro del freno con foro a gradini.

 

1976
L'ente statunitense per la sicurezza stradale (NHTSA, National Highway Traffic Safety Administration) acquistò diverse Volvo 240 che furono utilizzate per definire gli standard di sicurezza sulla base dei quali testare tutte le nuove vetture introdotte negli Stati Uniti.
Fece la sua comparsa la Volvo 343 di produzione olandese. Si trattava di una vettura completamente nuova sviluppata da Volvo Car B.V. con la quale Volvo accettò la sfida delle vetture di medie dimensioni, un mercato in crescita ma difficile. Era il primo modello con un motore da 1,4 litri e cambio automatico continuo.
Nonostante le dimensioni compatte, all'interno la vettura era molto spaziosa. Il grande portellone e i sedili ribaltabili si prestavano ad accogliere comodamente sia i passeggeri che i bagagli.
In Svezia, Volvo introdusse un nuovo tipo di garanzia, la VSG, per proteggere i clienti da costi imprevisti derivanti da interventi di manutenzione e riparazione nei primi tre anni di vita della vettura.

 

1977
Volvo celebrò il 50° anniversario con una versione speciale del modello 240. La vettura era di color argento metallizzato, con speciali modanature decorative nere e oro. Nello stesso anno venne presentata anche la Volvo 262 coupé. 
Si trattava di un modello decisamente esclusivo, realizzato dal designer italiano Bertone, con selleria in pelle, aria condizionata, alzacristalli elettrici, specchietti retrovisori e antenna radio.
Il motore era quello degli altri modelli 260, un B27 da 140 cv con 6 cilindri a V.
La proposta di fusione fra Volvo e Saab-Scania fu l'accordo commerciale più dibattuto dell'anno ma approdò ad un nulla di fatto perché i vertici di Saab-Scania non si dimostrarono interessati.

 

1978
All'inizio degli anni 70 al settore auto di Volvo era stata concessa maggiore autonomia. La riorganizzazione di Volvo Cars nell'affiliata Volvo Car Corporation sotto la presidenza di Håkan Frisinger rappresentò un altro passo nella stessa direzione.
Per la prima volta il fatturato del settore auto superò i 10 miliardi di corone e costituì circa il 54% del fatturato totale di Volvo Group.
I nuovi modelli del 1979 presentavano una serie di migliorie esterne, nuove versioni e nuove funzionalità per la guida. Venne lanciata anche una versione della 343 con cambio manuale. Ma la grande novità fu il motore diesel a 6 cilindri (della VW) che Volvo iniziò a commercializzare nel 1979.
Nel 1978 i dirigenti Volvo presentarono una proposta per una joint venture con la Norvegia.
La proposta però decadde per il rifiuto da parte delle maggioranza degli azionisti Volvo.

 

1979
La produzione Volvo aumentò del 25% circa e vennero vendute più di 310.000 vetture, superando così il traguardo di 4 milioni.
La francese Renault e Volvo sottoscrissero un accordo di collaborazione industriale, ricerca e sviluppo. Per alcuni anni Renault fu anche azionista di minoranza di Volvo Car Corporation.
I modelli del 1980 vennero presentati in agosto e ricevettero una buona accoglienza dal mercato. Oltre al diesel a 6 cilindri, fra i nuovi modelli della 240 c'era la versione GLT con un 4 cilindri da 140 cv. La serie 340 si arricchì di una cinque porte, la Volvo 345 con un motore da 70 cv.
Dopo un decennio difficile, Volvo aveva fissato le linee guida per un programma di sviluppo impegnativo per gli anni '80.

Keywords:
Storia
I fatti e le descrizioni contenuti in questo materiale per la stampa si riferiscono alla gamma internazionale di autovetture prodotte da Volvo Cars. Le caratteristiche descritte possono essere optional. I prodotti Volvo in vendita sul mercato italiano possono variare in termini di specifiche e allestimenti rispetto a quanto illustrato sul sito.

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